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SUMMARY:Mostra “Tra pedali e telai. Cinquant’anni di ciclismo pionieristico
	 biellese (1880-1930)”
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DESCRIPTION:Dal 7 giugno al 26 luglio 2026\, aperta tutte le domeniche dall
	e 14:30 alle 18:30\n\n\n\nLa mostra\, organizzata dal DocBi - Centro Studi
	 Biellesi in collaborazione con\nUCAB e ospitata presso la Fabbrica della 
	Ruota di Pray\, si propone come un\nviaggio antropologico e tecnico attrav
	erso la storia e l’evoluzione della\nbicicletta. \n\nL’esposizione present
	a al pubblico 17 differenti biciclette costruite tra 1880 e\n1930. Gentilm
	ente messe a disposizione da collezionisti privati e da enti del\nterritor
	io (Museo Don Florindo Piolo di Serravalle\, Biblioteca Civica\, Museo\nde
	lle truppe alpine e Fondo Edo Tempia di Biella)\, ciascuna di esse è\nacco
	mpagnata da una sintetica scheda tecnica. La collocazione dei bicicli nei\
	nsaloni\, a fianco delle macchine tessili e delle trasmissioni del sistema
	\nteledinamico caratteristiche della “Fabbrica della ruota”\, consente un\
	nsuggestivo confronto tra le applicazioni della meccanica in ambiti così d
	iversi\neppure strettamente imparentati. Telai\, manovelle\, pignoni\, ruo
	te dentate\,\nappartengono alle une e alle altre. A corredo delle “macchin
	e”\, un buon numero\ndi pannelli tematici\, riproduzioni di giornali d’epo
	ca\, immagini e oggettistica\nd’epoca completano la narrazione.\nNel suo i
	nsieme\, il percorso espositivo traccia sinteticamente ciò che successe\na
	l “cavallo d’acciaio” tra gli ultimi decenni dell’Ottocento e gli anni Ven
	ti\ndel secolo successivo. Le trasformazioni non furono solo di carattere\
	ntecnico-meccanico ma anche e forse soprattutto di ordine sociale. Guardat
	o\ninizialmente con sospetto dalle forze dell’ordine e rifiutato quale “st
	rumento\ndel demonio” dal clero\, il velocipede (biciclo\, bicicletta) div
	enne un pilastro\ndella mobilità moderna e simbolo di eroismo agonistico. 
	Figure come la Regina\nMargherita\, per la quale Edoardo Bianchi creò il p
	rimo modello femminile nel\n1895\, incarnano perfettamente questo passaggi
	o. \nIl fulcro del progetto ha però un cuore biellese\, perché ciò che rac
	contano i\npannelli e gli oggetti d’epoca esposti nelle vetrine riguarda e
	spressamente la\nfase pionieristica del ciclismo biellese: dalle antesigna
	ne associazioni\nvelocipedistiche che precedettero la fondazione dell’UCAB
	 (1925) alle prime\ncompetizioni\, dai leggendari Felice Chiais\, Toni Gre
	mmo\, Pinutin Santhià alle\nimprese sportive che fissarono i primi record 
	e costituiscono le pietre miliari\nper l’agonismo degli appassionati odier
	ni (la Serra\, la salita ad Oropa\, il giro\ndelle valli biellesi). \nOltr
	e all'aspetto agonistico\, la rassegna affronta il legame con l’industria\
	,\nevidenziando il ruolo di Camillo Olivetti e l'evoluzione delle officine
	 del\nterritorio. Tra i velocipedi e le biciclette esposte\, alcuni pezzi 
	pregiati come\nla Bianchi militare "1912" e la Gladiator (1896) permettono
	 ai cultori della\nmeccanica ciclistica di seguire l'evoluzione tecnologic
	a dei telai e dei cambi.\n\n\nIl progetto espositivo non è dunque solo una
	 rassegna di meccanica\, ma un\nomaggio all'identità della gente biellese.
	 Attraverso cronache d'epoca\, ex voto\ne testimonianze\, la mostra restit
	uisce il senso profondo del pedalare: un atto\ndi coraggio\, equilibrio e 
	costante spinta verso il futuro.\n\nLa mostra è stata realizzata grazie al
	 sostegno di Fondazione CRB-Bando\nCulturhub\, Fondazione CRT e Regione Pi
	emonte. Resterà aperta da domenica 7\ngiugno 2026 a domenica 26 luglio 202
	6 tutte le domeniche dalle 14\,30 alle 18\,30\ne nei giorni feriali su pre
	notazione (3513902199).\n\nIngresso ordinario 5\,00 €\; ridotto 3\,00 € (b
	ambini di età inferiore ai 10 anni\ned anziani oltre i 65 anni). Ingresso 
	gratuito per disabili e accompagnatori\,\nbambini sotto i 5 anni\, soci Do
	cBi\, possessori Torino Abbonamento Musei. 
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	e le domeniche dalle 14:30 alle 18:30</p><p></p><p>La mostra, organizzata 
	dal DocBi - Centro Studi Biellesi in collaborazione con UCAB e ospitata pr
	esso la Fabbrica della Ruota di Pray, si propone come un viaggio antropolo
	gico e tecnico attraverso la storia e l’evoluzione della bicicletta.&nbsp;
	</p><p>L’esposizione presenta al pubblico 17 differenti biciclette costrui
	te tra 1880 e 1930. Gentilmente messe a disposizione da collezionisti priv
	ati e da enti del territorio (Museo Don Florindo Piolo di Serravalle, Bibl
	ioteca Civica, Museo delle truppe alpine e Fondo Edo Tempia di Biella), ci
	ascuna di esse è accompagnata da una sintetica scheda tecnica. La collocaz
	ione dei bicicli nei saloni, a fianco delle macchine tessili e delle trasm
	issioni del sistema teledinamico caratteristiche della “Fabbrica della ruo
	ta”, consente un suggestivo confronto tra le applicazioni della meccanica 
	in ambiti così diversi eppure strettamente imparentati. Telai, manovelle, 
	pignoni, ruote dentate, appartengono alle une e alle altre. A corredo dell
	e “macchine”, un buon numero di pannelli tematici, riproduzioni di giornal
	i d’epoca, immagini e oggettistica d’epoca completano la narrazione.<br>Ne
	l suo insieme, il percorso espositivo traccia sinteticamente ciò che succe
	sse al “cavallo d’acciaio” tra gli ultimi decenni dell’Ottocento e gli ann
	i Venti del secolo successivo. Le trasformazioni non furono solo di caratt
	ere tecnico-meccanico ma anche e forse soprattutto di ordine sociale. Guar
	dato inizialmente con sospetto dalle forze dell’ordine e rifiutato quale “
	strumento del demonio” dal clero, il velocipede (biciclo, bicicletta) dive
	nne un pilastro della mobilità moderna e simbolo di eroismo agonistico. Fi
	gure come la Regina Margherita, per la quale Edoardo Bianchi creò il primo
	 modello femminile nel 1895, incarnano perfettamente questo passaggio.&nbs
	p;<br>Il fulcro del progetto ha però un cuore biellese, perché ciò che rac
	contano i pannelli e gli oggetti d’epoca esposti nelle vetrine riguarda es
	pressamente la fase pionieristica del ciclismo biellese: dalle antesignane
	 associazioni velocipedistiche che precedettero la fondazione dell’UCAB (1
	925) alle prime competizioni, dai leggendari Felice Chiais, Toni Gremmo, P
	inutin Santhià alle imprese sportive che fissarono i primi record e costit
	uiscono le pietre miliari per l’agonismo degli appassionati odierni (la Se
	rra, la salita ad Oropa, il giro delle valli biellesi).&nbsp;<br>Oltre all
	'aspetto agonistico, la rassegna affronta il legame con l’industria, evide
	nziando il ruolo di Camillo Olivetti e l'evoluzione delle officine del ter
	ritorio. Tra i velocipedi e le biciclette esposte, alcuni pezzi pregiati c
	ome la Bianchi militare "1912" e la Gladiator (1896) permettono ai cultori
	 della meccanica ciclistica di seguire l'evoluzione tecnologica dei telai 
	e dei cambi.<br></p><p>Il progetto espositivo non è dunque solo una rasseg
	na di meccanica, ma un omaggio all'identità della gente biellese. Attraver
	so cronache d'epoca, ex voto e testimonianze, la mostra restituisce il sen
	so profondo del pedalare: un atto di coraggio, equilibrio e costante spint
	a verso il futuro.</p><p>La mostra è stata realizzata grazie al sostegno d
	i Fondazione CRB-Bando Culturhub, Fondazione CRT e Regione Piemonte. Reste
	rà aperta da domenica 7 giugno 2026 a domenica 26 luglio 2026 tutte le dom
	eniche dalle 14,30 alle 18,30 e nei giorni feriali su prenotazione (351390
	2199).</p><p>Ingresso ordinario 5,00 €; ridotto 3,00 € (bambini di età inf
	eriore ai 10 anni ed anziani oltre i 65 anni). Ingresso gratuito per disab
	ili e accompagnatori, bambini sotto i 5 anni, soci DocBi, possessori Torin
	o Abbonamento Musei.&nbsp;</p>
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